Concordia a termine
Il 13 gennaio è finita la corsa della nave da crociera Concordia, realizzata dalla Fincantieri di Genova – Sestri Ponente. All’inizio è stato il disinteressamento: sembravano tutti salvi, non c’era nulla di cui preoccuparsi, dava semmai da pensare il fatto che, finite le vacanze natalizie, ci fossero in mare per una gita di piacere tutte quelle persone, bambini compresi. Veniva, infatti, da chiedersi chi fossero quelle persone che, con una crisi in corso, potevano...
Read MoreAndare a fondo – la letterina a Monti
La gaffe del Premier Mario Monti ieri a Bruxelles non ci autorizza, finalmente, a ridere di lui. 1. perché Monti ha una dote di cui si era persa la memoria: l’autoironia 2. perché le gaffe a cui eravamo abituati sono state altre, gravi e dannose per tutto il Paese. L’autorironia è caratteristica di chi è colto, di chi conosce sé stesso e gli altri, e sa pertanto rendersi conto del contesto in cui si muove, e riprendersi prontamente da uno scivolone. Il contrario...
Read MoreLa quarta “i”
Mentre pezzi di un satellite in rientro incontrollato sull’Italia vengono annunciati dalla NASA, un po’ meno dalla Protezione Civile – di cui crasha il sito ogni volta che è previsto un aggiornamento, e la diffusione nei media e tra la gente è stata ritenuta secondaria – Oscar Luigi Scalfaro ci ricorda: “Se il Parlamento è vivo la democrazia è certa, se il Parlamento è povero o pezzente, come oggi, allora c’è da dubitare molto che ci sia democrazia”. Ora, il...
Read MoreIl polittico
No, non è una svista, né un lapsus digitale. La parola polittico viene dal greco polúptukhos e significa “ripiegato più volte”, e in arte – cito il De Mauro – è quella pala d’altare costituita da un numero variabile di scomparti, dipinti o scolpiti, uniti tra loro o incernierati in modo da poter essere chiusi l’uno sull’altro. Pratico no? Un dipinto portatile insomma, un dipinto smontabile, di questo stiamo parlando, al punto che il dubbio sorge...
Read MoreCadaveri squisiti
Breton e i suoi amici Surrealisti inventarono un gioco: si passavano un foglio su cui scrivevano o disegnavano ognuno per volta e poi lo ripiegavano per non farlo vedere all’altro. La prima sera che fecero il gioco vi lessero una frase con un “cadavere squisito“, e da lì il nome. Cadaveri squisiti anche noi, squisiti per chi è pronto a mangiarci come un avvoltoio, cadaveri perché siamo qui fermi, e non riusciamo a muoverci, siamo morti qui, senza possibilità di vivere, di...
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Per amore e per passione, per sfidarmi, perché ce l'hai nel sangue, per attivare le sinapsi. Scrivere sempre e intercomunicarsi 